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Marco Onorato, July 29 2019

4 MOTIVI PER CUI IL PERCORSO UNIVERSITARIO POTREBBE ESSERE LA SCELTA SBAGLIATA PER TE

Quante volte ti sei ritrovato durante le scuole superiori a studiare una materia che non ti piaceva?

Io personalmente molte. 

E sai qual è la cosa che mi sentivo dire più spesso? 

“Marco, le superiori sono così, sono una preparazione all’università, dove potrai studiare ciò che ti piace!”

 In un certo senso avevano ragione, all’università puoi scegliere la facoltà da seguire fra quelle che più ti interessano

Quello che non ti dicono è che praticamente tutte le lauree triennali, e molte magistrali (a meno che tu non stia frequentando facoltà orientate ad un mestiere specifico come Medicina o Infermieristica) sono improntate alla preparazione per una magistrale, o un master più specifico

In sostanza un vero e proprio circolo vizioso, dove io sono caduto in pieno. 

DA STUDENTE A SOCIAL MEDIA MANAGER IN 279 PAROLE (COMPRESI GLI ARTICOLI) 

Da studente modello, dopo la laurea triennale in economia, mi sono subito iscritto ad una magistrale in Marketing, per poter finalmente toccare con mano la materia che volevo diventasse il mio futuro lavoro. 

Terminata anche la magistrale con il massimo dei voti, e dopo aver svolto tirocini in marketing per alcuni Brand (con mansioni da segretario più che da laureato in Marketing, ma “ehi, dopotutto devi fare esperienza!”) ho cominciato a candidarmi per posizioni in aziende più o meno importanti. 

Ma ogni volta succedeva la stessa cosa. 

Venivo chiamato, facevo il colloquio, ricevevo complimenti per la mia brillante carriera accademica, ma alla fine dei conti venivano sempre preferite persone con più esperienza o preparazioni più attinenti (Master o simili)

Cominciavo a sentirmi sbagliato. 

Iniziavo a pensare di dover frequentare un Master, o un’altra magistrale che mi avrebbero permesso di avere più possibilità. 

Stavo rischiando di ricadere nel circolo, questa volta senza via d’uscita. Ma alla fine ho capito. 

Non ero io ad essere sbagliato, ma lo era tutto quel mondo fatto di tanta teoria e titoli di studio, di cui avevo fatto parte fino a quel momento. 

Così mi sono rimboccato le maniche, ho cominciato a STUDIARE ed acquisire le competenze che mi hanno portato ad oggi a poter lavorare come Social Media Manager freelance per diversi clienti che mi pagano per il mio vero valore. 

In 1 anno. 

Non intendo dire che l’università sia inutile e dannosa, sicuramente riesce a donarti una preparazione generale ed una forma mentis che più volte mi hanno aiutato. 

Oggi però voglio rivelarti i 4 motivi per cui probabilmente l’università tradizionale non è la scelta giusta per il tuo futuro, che ho capito dopo tutta questa storia.

In modo che per te possa andare da subito diversamente :) 

1. È FONDATA SUL PRINCIPIO SBAGLIATO DI ABILITÀ ACCADEMICHE 

Il sistema educativo attuale è basato sull’idea di abilità accademiche. E c’è una ragione per questo. 

L’Università pubblica è stata creata nel XIX secolo per far fronte alle esigenze crescenti della rivoluzione industriale, quindi per ragioni prettamente pratiche

Questo ha portato la gerarchia accademica a basarsi principalmente su 2 idee

La conseguenza di questo è che molte persone di talento, brillanti e creative credono di non esserlo, solo perché eccellono in qualcosa al quale il sistema scolastico non dà importanza

Un esempio su tutti è quello di Jack Ma, il fondatore di Alibaba, uno degli imprenditori di maggior successo degli ultimi 10 anni. 

Leggendo la sua storia infatti, emerge il fatto che fallì per ben due volte l’esame d’ingresso per l’università

Nonostante tutto, questo non gli impedì di raggiungere molti altri successi e risultati nel corso degli anni, fino a fondare e dirigere una delle aziende più innovative e lungimiranti al mondo

2. NON È PIÙ UN FATTORE DIFFERENZIANTE 

Una delle convinzioni sociali più forti riguardo la laurea e l’università in generale è che siano sinonimo di intelligenza, e soprattutto essenziali per differenziarsi nel mondo del lavoro e fare carriera. 

Penso che non ci sia una credenza più sbagliata di questa. 

Ma lasciami spiegare... Nei prossimi 30 anni, secondo l’UNESCO, si laureeranno più persone al mondo di tutte quelle che si sono laureate dall’inizio della storia

Questo processo è la conseguenza dello sviluppo tecnologico e dell’esponenziale incremento demografico che stiamo vivendo. 

Secondo il principio della scarsità quindi, più un qualcosa diventa accessibile, più persone la possiedono, meno quella cosa diventa rara e quindi differenziante

Ad un tratto i titolo di studio non sembrano avere più tanto valore, vero? 

30 anni fa, se avevi una laurea avevi un lavoro

E se non lo avevi era perché non ne volevi uno. 

Oggi invece molti giovani con una laurea in tasca sono spesso a casa a giocare ai videogame, perché ti serve la laurea specialistica dove prima ti serviva quella triennale, e il PhD dove prima serviva la specialistica. 

Quello che sta avvenendo è un vero e proprio processo di inflazione accademica. Quello che pensavamo e pensiamo della struttura educativa oggi non ha più senso

3. NON TIENE CONTO DI TUTTI I TIPI DI INTELLIGENZA 

L’intelligenza è varia, non è una risorsa unidimensionale. C’è chi è particolarmente bravo in matematica, chi nelle lingue e chi nei rapporti umani. 

A teorizzare la multiformità dell’intelligenza è stato lo psicologo Howard Gardner che, nel suo libro Frames of Mind del 1983, ha descritto con accuratezza le 9 tipologie di intelligenza che un individuo può possedere. 

I 9 tipi di intelligenza descritti nella “teoria dell’intelligenza multipla” sono: 

Se sei curioso di conoscere le caratteristiche di queste intelligenze ti consiglio di leggere il libro di Gardner citato sopra, invece ora vorrei farti una domanda

Quanti di questi tipi di intelligenza tiene conto l’università tradizionale? 

Solo una. 

Che in base alla facoltà può essere quella logico-matematica, o quella linguistica, o quella esistenziale se studiate filosofia. Al massimo se sei fortunato puoi trovare due di queste insieme. 

Il problema però è che non tiene conto di tutte le altre e soprattutto di quella emotiva (termine coniato da Goleman) che in questo caso è un mix fra l’intelligenza intrapersonale e interpersonale

Infatti nei corsi universitari difficilmente troverete corsi di empatia, di relazioni sociali o di etica

Per rendersi conto di quanto l’università tradizionale, e la società fondata su di essa basi i suoi criteri di valutazione solo sulle capacità logiche, ti basta pensare che il quoziente intellettivo (QI) si valuta con un test che misura totalmente le abilità logico matematiche

Le persone sono state valutate per anni come intelligenti o meno intelligenti basandosi solo sui risultati di questo test

Come hanno però dimostrato diversi studi, fra cui quelli di Goleman appunto, il successo non è frutto di capacità logico matematiche elevate, ma è una diretta conseguenza di molte altre qualità, fra cui l’intelligenza emotiva, cioè la capacità di relazionarsi con gli altri e di comprendere le proprie emozioni. 

È evidente come il sistema sul quale si basa l’università tradizionale abbia delle fondamenta ormai arretrate, confutate ormai anche da diversi studi. 

4. SVILUPPA CONCETTI, NON COMPETENZE 

Se dovessi svolgere un intervento chirurgico, ti affideresti ad un neolaureato in medicina fresco di studi, ma con poche competenze pratiche, oppure ad un medico con 10 anni di esperienza e 200 interventi alle spalle? 

Ecco, la stessa cosa avviene tutti i giorni nel mondo del lavoro, come ti ho raccontato nella mia storia all’inizio di questo articolo. 

Eppure il neolaureato probabilmente, essendo uscito da poco dall’università, ricorda alcuni concetti anche meglio del medico

Però come potete immaginare in un lavoro non bastano i concetti, ma ci vuole anche la pratica e l’esperienza, in una sola parola: competenze

Questo è il motivo per cui i chirurghi, dopo i 6 anni di studi, svolgono altri 5 anni di specializzazione prettamente pratica

Purtroppo questo però succede solo con pochissime facoltà, mentre in tutte le altre, la formazione che avviene non ti permette di avere una conoscenza pratica dell’argomento, ma solo teorica

E come sapete dalla teoria alla pratica c’è un oceano di differenza

L’università tradizionale è estremamente astratta, sviluppa concetti ma non competenze

Per questo le aziende preferiscono persone con più esperienza rispetto ad un giovane fresco di studi. 

Il mondo va sempre più veloce, e nonostante si possa pensare di essere in tempo, di fare esperienza e sviluppare competenze dopo la laurea, ti assicuro che non è così.

Ritrovarsi dopo 3 o 5 anni di università con molti concetti in testa, ma con zero o poche competenze, ti sarà fatale nel mondo del lavoro, soprattutto digitale, dove ci sono ragazzi che a 20 anni hanno già diversi anni di esperienza. 

Tempo di fare 2 o 3 anni di pratica per sviluppare competenze, e loro ne avranno 5 o 6, e probabilmente saranno i tuoi supervisori o responsabili. 

ORA, PRENDI IN MANO IL TUO FUTURO ED ESPRIMI TE STESSO. 

La scelta sta a te, è proprio nella tua mano. 

Puoi decidere di avere un percorso tradizionale, come decine di migliaia di altri giovani in Italia ogni anno, oppure scegliere un percorso alternativo, fatto di studio, ma anche di pratica e competenza. 

Ovviamente nessuno ti vieta di fare l’università e al tempo stesso formare le tue competenze altrove cominciando a lavorare in contemporanea, o svolgendo qualche prestazione in proprio. 

Il tuo futuro è un treno che corre sempre più veloce, sta a te decidere se salire o rimanere seduto sulla banchina, aspettando che qualcuno venga a prenderti. 

Ma se sei arrivato fino a questo punto dell’articolo sicuramente non è la volontà che ti manca, o sbaglio? 

Ricorda che la decisione più coraggiosa che tu possa prendere nel percorso per raggiungere i tuoi sogni è fare il primo passo

Sei abbastanza coraggioso per rincorrere i tuoi sogni, o ti accontenti dei cassetti.

Io personalmente ti auguro tutto il meglio per il tuo percorso, ma sono già sicuro che ti darai da fare e farai la differenza, superando anche le tue più rosee aspettative. 

In bocca al lupo, 
Marco 


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Written by

Marco Onorato

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