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Luca Prioreschi & Federico Impavidi, September 6 2019

SOCIAL MEDIA: UNA GUIDA DA 0 A 10 CLIENTI

Una pre/pro-messa

Ciao! Siamo Luca e Federico, due studenti di start2impact con una storia da raccontare.

La nostra storia non è interessante per la nostra bravura nell’advertising o nel copywriting, né qui troverete alcuna lezione di digital marketing. 

Quello che potrete portarvi a casa dalla nostra esperienza, è il coraggio di passare da zero a un cliente. 

Più in generale, dalla teoria alla pratica; mettere il primo mattone, senza pensare al muro.

Viviamo un momento storico, lo sapete benissimo, molto particolare. 

Oggi si può essere imprenditori con un pc e una connessione, ed è pieno di geni della lampada qua e là che con il loro e-book vogliono svelarti la via per la terra promessa, fatta di viaggi in giro per il mondo e soldi che non si capisce mai bene da dove arrivino.

La nostra premessa-promessa è che alla fine di questo articolo non avrete scoperto il segreto per una vita migliore, che basta acquistare un corso da un tizio qualunque per dare una svola alla propria vita; ma vale la pena leggerlo proprio perché è la testimonianza da una parte che nessuno ti regala niente e le cose non accadono per caso, ma dall’altra che spesso si può fare molto di più di quello che si crede. 

Come comincia questa storia 

Prima di arrivare ai temi più centrali, spendiamo qualche parola facendo un’introduzione, senza partire “in medias res”.

Questa storia comincia al liceo classico Claudio Eliano di Palestrina, il 14 settembre 2009, quando entrambi iniziamo, nel IVB ginnasio, l’avventura che ci catapulterà da lì a pochi anni nel mondo degli adulti. 

Frequentiamo la stessa classe per 3 anni, fin quando Luca viene bocciato (per il suo “caratterino” più che per la didattica). 

Restiamo comunque in contatto fino alla mia maturità nel 2014, poi ci perdiamo un po’ di vista. 

Luca si diploma senza più intoppi l’anno successivo. 

La fase post-diploma 

Esaurito il periodo delle superiori, per un po’ le nostre strade si dividono. 

Io vago senza meta per due anni, Luca inizia Giurisprudenza alla Sapienza. 

Dopo due anni e qualche esperienza lavorativa qua e là, anche io inizio Giurisprudenza, ma a Tor Vergata. 

Intanto i contatti con Luca, sempre presenti ma sporadici, si intensificano

Quando termino il mio primo anno di Giurisprudenza, inizio a rendermi conto che, nonostante gli esami vadano bene, quella non era la strada che volevo percorrere

In quel periodo Luca, che di Giurisprudenza non era mai stato troppo convinto, sta frequentando la scuola di marketing di Federico Sbandi, sua vecchia conoscenza. 

E sta anche costruendo una community di più di 10mila persone su Facebook, insieme ad un amico: L&P Molestie. Una pagina divertente di scherzi e prese in giro a personaggi famosi. 

Parallelamente alla mia disaffezione per giurisprudenza, mi avvicino al mondo del marketing e del digitale in generale imbattendomi nei video di Marco Montemagno. 

Quando i contatti con Luca ricominciano ad essere frequenti, le tessere del domino vengono giù tutte insieme: lasciamo entrambi giurisprudenza, ci iscriviamo a “Comunicazione, tecnologie e culture digitali” alla Sapienza e iniziamo a dedicarci a tempo pieno a tutto quello che è marketing e digital. 

Compriamo libri, andiamo a eventi, leggiamo i casi studio. 

Ma siamo bloccati nella teoria.

Da zero a uno

Per chi non lo conoscesse “Da zero a uno” è un bellissimo libro di Peter Thiel, cofondatore di PayPal, un libro su come si costruisce una start-up da leggere assolutamente.

Tornando a noi, allora, come siamo passati dalla teoria alla pratica, da zero a un cliente? 

Proprio qua entra in gioco start2mpact

Come tutti, iniziamo da Mindset, poi uno va sul Copywriting e l’altro su Facebook Ads. 

Quello che start2impact ci dà fin dalle primissime settimane è la consapevolezza di avere già qualcosa da dare nel mondo digitale. 

Sebbene sia una strada appena iniziata e che non finisce mai, ci rendiamo conto dell’enorme vuoto di competenze tra chi è dentro a questo mondo e chi ne è fuori. 

E allora perché non provare? 

Iniziamo da un amico, proprietario di una grossa e nota ditta di materiali edili dalle nostre parti, a Palestrina. 

Non il cliente più facile per cominciare, ma pian piano troviamo la quadra: stabiliamo l’obiettivo, il budget, il piano editoriale. 

Così abbiamo mosso il primo passo, con grande sincerità: “non siamo dei fenomeni, stiamo iniziando e vogliamo sporcarci le mani, ti va di provare?"

Da uno a dieci

Il nostro professore di filosofia del liceo ci diceva sempre: “chi fa 30 fa 31, chi fa 0 non fa nemmeno 1”. 

Sagge parole! 

Siamo rimasti per mesi nelle sabbie mobili della teoria, ma appena abbiamo mosso il primo passo, tutto è cambiato!

Avevamo il nostro primo cliente e potevamo sbandierarlo a destra e a manca! 

Ora potevamo proporci in modo diverso: “stiamo facendo questo per X, può interessare anche a te?”

Abbiamo continuato nella cerchia di amici, rendendoci conto che avevamo sempre saputo che molti di loro avevano delle attività a livello locale (le famose Piccole Medie Imprese).

E mentre proponevamo la nostra offerta, ci siamo accorti che c’era una grande domanda per quello che avevamo da offrire! 

Quasi tutti rispondevano “ma sapete che volevo proprio iniziare anche io ma tutte le agenzie mi hanno chiesto un sacco di soldi?”

Così un’agricola, poi una tipografia, una ditta di costruzioni, diverse associazioni, un concessionario, una start-up… E una campagna elettorale (vincente)

Il passaparola e il proporsi costantemente con umiltà hanno fatto la differenza. 

L’Italia delle PMI

Ci lamentiamo sempre del nostro Paese, poca innovazione, poco futuro per i giovani, tasse troppo alte per chi vuole fare impresa… tutto vero per carità. 

Ma dobbiamo anche saperne sfruttare le caratteristiche! Sapete che in Italia più del 90% delle imprese ha meno di 10 dipendenti? 

Sapete che significa? 

Che là fuori ci sono migliaia di micro-imprenditori che stanno aspettando voi! 

A voi spetta la digitalizzazione di queste migliaia e migliaia di micro imprese sparse ovunque, basta guardarsi intorno! 

Gelaterie, agenzie di viaggi, ristoranti, pub, negozi di vestiti… Un’infinita quantità di imprenditori che voi dovete traghettare nel mondo del Facebook advertising, delle insta-stories, della lead generation, dell’email marketing!

Appena ci proverete, vedrete l’enorme vuoto di competenze che c’è! 

Vi guarderanno attoniti quando gli spiegherete che con 10€ si possono raggiungere migliaia di persone in target, altro che volantinaggio!

Come fare, guida pratica (la nostra).

Avete trovato il vostro primo cliente, qualcuno vi ha detto “sì”. 

Come muoversi?

Ognuno ha il suo approccio, qui possiamo dirvi cosa facciamo noi. 

1. Non fate miracoli

In questo siate chiari fin da subito. 

Non porterete vagonate di clienti, triplicando il fatturato. Soprattutto se c’è poco budget per l’advertising, questo ci porta al punto 2. 

2. Il cliente deve investire

Non solo un compenso per la vostra “manodopera”, ma alche un minimo per le sponsorizzazioni. 

Noi chiediamo sempre un minimo di almeno 50€ al mese, che è davvero poco, ma ricordiamoci che stiamo parlando di micro imprese e che devono anche pagare voi. 

Quindi poco più di 10€ a settimana può andar bene per cominciare e far vedere quanta differenza c’è tra un post sponsorizzato e uno non sponsorizzato. 

Poi sta a voi convincerli ad aumentare

3. Non lavorate gratis

All’inizio sarete tentati, resistete

Come dice Montemagno in un suo video: se ti fai pagare due noccioline, diventi una scimmietta. 

Spiegate che pagarvi è utile anche al cliente, perché se vi paga può pretendere e voi dovrete impegnarvi davvero, mettervi in gioco sul serio, siate dei professionisti! 

Pur avendo iniziato da amici, abbiamo sempre chiesto un compenso per il nostro lavoro. Il lavoro si paga! 

Altrimenti non è un lavoro. 

4. Siate professionali

Preparate una presentazione (magari con beautiful.ai), spiegate il più possibile di quello che bisogna fare: portare valore, non rendere i social un catalogo di prodotti, identificare la buyer persona, inserire le call-to-action.

5. Coinvolgimento

È fondamentale che il vostro cliente sia coinvolto in tutto il processo, chiaritegli ogni dubbio, spiegategli cosa fate e perché lo fate. 

Non abbiate l’atteggiamento “io so cosa sto facendo tu fidati”

Ricordate che l’imprenditore conosce bene il suo mercato, meglio di voi

Quindi il suo contributo è fondamentale

Inoltre, se lo coinvolgerete nei processi, sarà più facile che vorrà aumentare il budget dell’advertising

6. I like non contano

Chiarite che stiamo parlando di un’azienda, che è ben diversa da un profilo personale. 

Sono altre le metriche da tenere in considerazione: click al link, visite alla pagina, richieste di maggiori informazioni. 

7. Siate presenti

La differenza tra voi e un’agenzia non è solo il prezzo e l’esperienza, ma è ciò che potete dare sotto l’aspetto umano: fatevi vedere una volta a settimana, andate voi a produrre contenuti in azienda, date sfogo alla libertà, mostrate come fare una buona foto, come modificarla, montate piccoli video (con inshot). 

Partire dall’Innovation Model Canvas creato da start2impact proprio per le PMI, può essere un ottimo modo di cominciare e apparire professionali: ricordate che il vostro compito più duro sarà riformattare il modo di pensare degli imprenditori, noi partiamo sempre da qui!

L’importanza di essere in due 

Essere in due è un grande vantaggio, è tutto più divertente

Non solo, ci sono sempre momenti di scoraggiamento, un post che va particolarmente male, giorni in cui non si ha tempo di fare nulla e l’altro deve coprirti, o quando si deve andare in azienda a fare contenuti e da soli è più difficile… insomma non essere soli è un’ottima strategia

Soprattutto se, come noi, avete competenze e passioni diverse nel mondo digital: di noi,  a uno piace scrivere i copy e l’altro si diverte di più con le campagne di advertising. 

La community di start2impact è il posto perfetto per trovare un collega!

Un paio d’esempi e la campagna elettorale

Un post ha sempre un obiettivo: nel post a sinistra volevamo che più persone possibile andassero sul sito del cliente a sfogliare la scheda tecnica dell’auto, con un budget di 20€ abbiamo ottenuto 89 click sul link

Consideriamo che questa pagina è nuova, ha quasi zero like e far cliccare su un link non è un’azione facile da far fare. (Inoltre stavamo per venderla con appena 20€ ma è sfumato tutto perché il cliente cercava il cambio manuale).








Qui a destra volevamo segnalare il nostro prodotto, ma dando comunque un valore al lettore e nel frattempo abbiamo anche infilato un pizzico di branding con il richiamo a prestare attenzione all’importanza delle api. 

Questa che vedete più in basso è la parte finale della storia, ma non è iniziata così!

È iniziata con ben poche speranze di vincere e con tanto scetticismo nei confronti di Facebook. 

A febbraio, tramite passaparola, ci contattano per chiederci se volevamo occuparci della comunicazione social di un candidato a sindaco per le elezioni del 26 maggio 2019, un po’ spaesati ma molto entusiasmati accettiamo, senza la minima idea di come si faccia una campagna elettorale.

Così iniziamo a studiare dai personaggi più in vista della politica italiana. 

Al di là di quello che si può pensare politicamente, individuiamo in Matteo Salvini un eccellente comunicatore, uno che ha alle spalle una squadra super competente, basti guardare i numeri. 

Così prendiamo spunto, studiamo gli avversari, prepariamo le strategie, ma ecco l’ostacolo insormontabile: come si spiegano a un team di età media 50 anni tutte le regole del mondo digitale

È una lotta all’ultimo sangue tra generazioni.

Ma noi abbiamo dalla nostra l’alleato più potente: i numeri. 

Quando cominciamo a far vedere coperture di 10-15mila persone raggiunte il gioco è quasi fatto. 

Ecco la nostra ascesa fino al ballottaggio:

Considerando che stiamo parlando di un paese di poco più di 20mila abitanti, possiamo ritenerci più che soddisfatti, sopratutto dalle interazioni ai post. 

Se uniamo un ottimo programma elettorale, la costruzione di un nutrito gruppo di fedelissimi sui social che rispondono a spada tratta colpo su colpo, un ottimo candidato sindaco e una comunicazione minuziosamente costruita… Otteniamo una vittoria schiacciante!

Siamo partiti con tanti dubbi e tanti ostacoli da sormontare, ma ci siamo formati lungo la via, abbiamo chiesto consiglio a Gherardo su come muovere i primi passi, abbiamo studiato da chi era bravo, ci siamo fatti rispettare anche da persone più grandi e più esperte di noi; ciò che abbiamo ottenuto è stata un’esperienza formativa senza paragoni e un super biglietto da visita per i prossimi 5 anni! 

Conclusioni

Tirando le conclusioni, la nostra avventura è appena iniziata, come la vostra

Studiate sempre, essere formati è fondamentale, avere degli attestati che vi qualifichino (siano essi una laurea o i certificati start2impact) è importante per definire chi siete. 

Ma poi fate! 

Non abbiate timore di buttarvi nella pratica, solo la pratica vi dirà la verità. 

Lavorare con le start-up di start2impact è un’occasione da non perdere, ma ricordate che per ogni start-up che trovate qui, ci sono mille PMI che hanno bisogno di voi per digitalizzarsi. 

Tutte le aziende che curiamo sono affermate, alcune fatturano milioni di euro, ma erano quasi tutte offline fino a prima di noi!

Se uscite di casa passerete davanti a centinaia di imprese che hanno un disperato bisogno di comunicare per sopravvivere, comunicare nel modo giusto!

Insegnategli che 5-10 euro a post possono bastare su 6 mesi per vedere la differenza.

Conclusione della conclusione: lavorate sulle basi!

Le PMI per cui lavorerete non sono start-up, molte sono aziende familiari. 

Non possono spendere, nella maggior parte dei casi, 1000€ al mese per la pubblicità, è normale.

Per questo è ancor più fondamentale lavorare minuziosamente, centellinando soldi e sforzi. 

Le attività principali di cui vi occuperete non saranno, come nelle start-up, lead generation o email marketing. 

Preoccupatevi di trasmettere il perché un acquirente dovrebbe comprare il cibo per il proprio cane nel negozio del vostro cliente piuttosto che in un altro. 

Perché qualcuno dovrebbe scegliere voi? Che motivi state dando? Che interesse state suscitando? Che valori trasmettete?

Prima di padroneggiare strumenti come Mailchimp o Google Analytics, preoccupatevi di avere le idee chiare sull’azienda che seguite. 

Vi lasciamo due spunti per ragionare in questa direzione: il Golden Circle di Simon Sinek a destra (partire dal Perché, piuttosto che da cosa e come fa l’azienda, cioè dal valore) 

e il positioning statement (chiarire chi siamo e cosa facciamo meglio rispetto alla concorrenza per il cliente).

In bocca al lupo per la vostra carriera appena cominciata, il mondo offline vi aspetta per digitalizzarsi!  

Written by

Luca Prioreschi & Federico Impavidi

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