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Mindset

Come migliorare la memoria: 3 metodi da provare subito

Vediamo insieme 3 metodi che puoi iniziare a usare oggi per migliorare la tua memoria. Non è questione di doti innate, ma di allenamento!

Siedi alla scrivania, stai leggendo un post di start2impact e improvvisamente ti viene voglia di mangiare qualcosa, ti alzi ma una volta in cucina ti chiedi “cosa dovevo fare?”

O ancora, hai studiato tanto per quell’esame o quel test, l’hai superato con ottimi voti ma se ripensi a quello che hai studiato dopo un mese, non ti ricordi più niente.

Capita spesso, vero?

Potrei andare avanti con altri esempi, ma perché succede questo?

Vediamolo insieme.

Perché non ricordiamo le cose?

Migliorare la memoria

A tutti capita di non ricordare la maggior parte delle cose apprese a scuola o di far fatica a studiare per un esame perché “accidenti questa cosa proprio non mi entra in testa”.

Te ne parlo perché anche io ho sempre avuto una scarsa memoria e questo mi ha creato non pochi problemi, soprattutto di autostima.

Finché un giorno mi sono detta “adesso basta!” e ho iniziato ad informarmi e leggere molti libri per trovare una soluzione.

Quello che ho scoperto è che non è un problema di scarsa intelligenza e nemmeno di doti innate.

È tutta questione di allenamento!

Sì, hai sentito bene, allenamento! Proprio come se fossi in palestra e oggi voglio spiegarti alcuni semplici metodi per risolvere questo problema una volta per tutte.

Innanzitutto, è bene precisare che sono tanti i fattori che entrano in gioco nei problemi di memorizzazione: le distrazioni tecnologiche, l’ansia, il bombardamento di informazioni a cui siamo sottoposti giornalmente, la pigrizia, ecc.

Ma se ti dicessi che non hai nulla da invidiare al tuo computer e che potresti ricordarti elenchi infiniti di cifre o parole, ci crederesti?

Forse ancora no, ma una volta letto questo post scommetto che cambierai idea.

Prima di iniziare però bisogna mettere in chiaro le regole del gioco:

  1. Focus
    Tutti i metodi che ti mostrerò funzioneranno solo avrai attenzione, quindi ti chiedo di mettere via per un momento ciò che maggiormente ti distrae e di concentrarti su ciò che stai facendo prima di iniziare.
  2. Niente scuse
    Kevin Horsley, esperto di memoria nonché detentore di due record mondiali, nel suo libro dice: “Chi potresti essere senza le tue scuse?” Pensaci e inizia questa avventura alla scoperta della memoria mettendo da parte frasi come “non fa per me”, “non sono intelligente”, “a scuola andavo male”, “non ho tempo”.

Ora che hai capito le regole del gioco, ti descriverò brevemente i meccanismi del nostro cervello. È necessario per capire meglio ciò che seguirà ma, lo prometto, sarò breve.

Iniziamo!

Come funziona la memoria?

Come funziona la memoria

Per capirlo immagina il tuo cervello come una grande stanza d’archivio, piena di cassetti con all’interno tutte le informazioni apprese nella vita.

La memoria è il codice che tiene chiusi i cassetti e non permette alle informazioni di scappare.

Ma come si forma questo codice? Ci sono 3 fasi:

  • Codificazione: l’informazione arriva al cervello e viene registrata;
  • Ritenzione: l’informazione viene consolidata (per capirci, viene inserita in un cassetto);
  • Recupero: tramite questa fase l’informazione viene recuperata quando necessario e mantenuta a lungo termine. Per questo sappiamo tutti che è importante ripetere, ma imparare un concetto e ripeterlo dopo dieci minuti ha senso? No.

Il cervello etichetta le informazioni in base alla loro utilità: se tu le ripeti subito il cervello penserà che ti serve soltanto in quel momento. Per questo è utile ripetere ad intervalli regolari e distanti tra loro.

Bene, in base a queste tre fasi si formano tre tipi di memoria:

  • Memoria a breve termine: le informazioni vengono trattenute per un lasso di tempo molto breve (dai 30 secondi ad un’ora) e solitamente si tratta di informazioni utili ad uno scopo immediato.
  • Memoria sensoriale: informazioni di tipo sensoriale (come tatto, olfatto o vista) vengono trattenute per pochissimi secondi.
  • Memoria a lungo termine: le informazioni sono consolidate con una capacità di memorizzazione illimitata. Questo tipo di memoria si suddivide in memoria esplicita (o dichiarativa) e memoria implicita (o procedurale). Per spiegartele ti faccio due esempi pratici: Quando racconti ad un tuo amico un episodio della tua vita, per esempio di quando eri piccolo, stai usando la memoria esplicita. Quando invece prepari il caffè o stai guidando o ti stai lavando i denti, stai usando la memoria implicita.

Ora, perché il tuo cervello ricorda spontaneamente alcune cose meglio di altre? Una sola parola, emozioni. Ebbene sì, tralasciando gli eventi traumatici, il nostro cervello memorizza meglio ciò che ci colpisce emotivamente (il giorno dell’esame di maturità o il primo bacio) e preferisce le immagini ai flussi di parole.

Ti ricordi come ti è stato insegnato l’alfabeto (che è poi un insieme di segmenti che formano una sorta di immagine)?

Associando alla A un’ape, alla B una barchetta, alla D un delfino e così via…e chissà perché l’alfabeto te lo ricordi ancora oggi.

Bene, detto ciò, tutto quello che dobbiamo fare è far passare le informazioni dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine.

Come migliorare la memoria

Tecniche per migliorare la memoria

Siamo arrivati al momento tanto atteso, sto per svelarti 3 tecniche di memorizzazione che se usate nel modo corretto ti permetteranno di non dimenticare più nulla.

Siamo pronti? Iniziamo!

1. La tecnica P.A.V.

Se camminando per strada improvvisamente vedi un elefante in mezzo alla città, di sicuro te lo ricorderai per tutta la vita e lo racconterai ad amici e parenti senza troppi sforzi di memoria.

Ecco, la tecnica P.A.V. prende spunto proprio da questo tipo di processo mnemonico per dimostrare come attraverso il potere delle immagini e dell’emotività si possano memorizzare grandi quantità di informazioni.

Infatti, funziona esattamente così:

  • Paradosso: bisogna associare il concetto da imparare ad un’immagine che sia paradossale e assurda per il nostro cervello.
  • Azione: l’immagine non deve essere statica nella nostra mente ma bisogna attribuirle un’azione, un movimento.
  • Vivida: l’immagine deve far leva sui tuoi sensi e sulla tua emotività in modo tale da sentirti parte della scena. Adesso però sicuramente ti starai chiedendo: tutto bello ma come si fa nella pratica?

Facciamo un esempio e memorizziamo insieme i primi 5 Presidenti della Repubblica Italiana: Possiamo immaginare un signore di nome Nicola (De Nicola) che vuole comprare una macchina Audi (Einaudi) ma quando arriva in concessionaria la macchina è piena di granchi (Gronchi). All’improvviso vede un suo amico e per salutarlo cerca di fargli dei segni (Segni) con le mani, ma lui sta passeggiando con la sua ragazza Sara (Saragat) e non vuole farsi vedere dal suo amico così strano che lo mette in imbarazzo… Puoi continuare con la storia tu per impararli tutti oppure applicare il metodo a ciò che desideri.

2. La tecnica dei loci

La tecnica del loci per migliorare la memoria

Tanto amata da Cicerone, la tecnica dei loci (da locus, luogo), detta anche “palazzo della memoria”, risale ai tempi dell’antica Grecia.

Anche questa tecnica, come la precedente, fa leva sull’associazione ma in maniera differente: ogni parola deve essere collegata ad un’immagine familiare seguendo un percorso di un luogo che conosciamo bene.

Potremmo quindi utilizzare una stanza della casa e associare ad ogni oggetto una parola o un concetto, andando in ordine. La stessa cosa può essere applicata ad ogni luogo che conosci perfettamente, come la macchina o il vostro corpo.

Facciamo anche qui un esempio pratico e veloce, impariamo insieme i nomi dei primi 4 pianeti del sistema solare.

Usiamo il salotto come luogo (io seguirò l’ordine degli oggetti presenti in casa mia) e facciamo queste associazioni:

  1. Mercurio > divano
  2. Venere > tappeto
  3. Terra > poltrona
  4. Marte > televisione

Immaginiamo seduto sul nostro divano Freddie Mercury (Mercurio) che canticchia una canzone, guardiamo il tappeto e vediamo che in superficie è pieno di vene (Venere) pulsanti, la poltrona improvvisamente si riempie di terra (Terra) e dalla televisione esce un marziano (Marte).

Ovviamente questo è un esempio volutamente semplice e breve, per farti capire come funziona ma puoi applicarlo ad ogni tipo di ambito senza limiti.

3. Le mappe mentali

Mappe mentali per esercitare la memoria

Introdotta dallo psicologo Tony Buzen, è una tecnica di memorizzazione basata sulla rappresentazione grafica dei concetti partendo da un presupposto gerarchico e associativo.

Tutto quello che devi fare è prendere un foglio (possibilmente grande) e iniziare scrivendo al centro il concetto chiave, il punto cardine di ciò che devi studiare/memorizzare/elaborare. Una volta scritto, inizia a collegare in senso orario tutte le informazioni principali che si collegano all’argomento centrale. Dopodiché continua a diramare le informazioni fino ad arrivare alle più specifiche.

Attenzione! Non scrivere frasi troppo lunghe, bastano poche semplici parole che ti rimanderanno immediatamente al concetto esteso. Inoltre, utilizza i colori e immagini per facilitare la memorizzazione.

Bene, il gioco è fatto!

Siamo giunti alla conclusione di questo viaggio alla scoperta della nostra memoria.

Ora non ti resta che metterti alla prova studiando, studiando e studiando!

Perché imparare non è importante solo per essere competitivi nel mondo del lavoro, ma per sfruttare la capacità infinita del nostro cervello e stupirci ogni giorno dei nostri super poteri.

La scienza più necessaria è quella di non dimenticare ciò che si è appreso

Antistene



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