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La storia di Claudia Dagnello, Junior Digital Marketing Specialist di start2impact

Claudia Dagnello, Junior Digital Marketing Specialist di start2impact, racconta il suo percorso, le esperienze e le decisioni che l’hanno portata fin dov’è ora.

“Ogni mattina noi nasciamo nuovamente.
Ciò che decidiamo di fare oggi è ciò che conta davvero.”

Buddha

Spesso abbiamo una visione del mondo troppo confinata.

In qualche modo, crediamo che se intraprendiamo una strada oggi non potremo cambiarla domani. 

Inizialmente ci credevo anch’io.

Mi ci è voluto un bel po’ di tempo prima di capire che la strada che stavo percorrendo era frutto di micro-decisioni che prendevo quotidianamente e che non mi permettevano mai di cambiare rotta.

La nostra vita è composta dalle scelte che facciamo ogni giorno.

Questo significa che, ogni giorno, abbiamo il potere di cambiarla.

Quando nulla sta cambiando è perché noi non lo abbiamo ancora deciso.

L’inizio del mio percorso

claudia dagnello digital marketing specialist start2impact

Mi chiamo Claudia, ho 22 anni e vivo a Trani, in Puglia.

Dopo essermi diplomata con il massimo dei voti presso un istituto tecnico ad indirizzo turistico ho vissuto uno dei momenti più bui della mia vita.

Potrebbe sembrare una frase troppo eccessiva, ma la realtà dei fatti è che se hai 19 anni, nessuno che può realmente indirizzarti verso un percorso e milioni di possibili scelte di fronte a te, l’ansia inizia a salire.

Quando si è giovani spesso ci si ritrova ad affrontare una delle battaglie più storiche di sempre: seguire una strada “economicamente” più sicura o fare all-in sulle proprie passioni?

Tutti gli adulti con cui ebbi la possibilità di confrontarmi durante quel periodo non facevano altro che dirmi di scegliere strade tradizionali legate all’economia o alla giurisprudenza, in quanto più sicure.

Ma cos’è la sicurezza? E chi definiva esattamente il “grado di sicurezza” di una facoltà universitaria?

Era un discorso che non riuscivo a concepire.

In qualsiasi caso, non ci sarebbe stato nessuno ad aspettarmi alla fine del traguardo con un contratto in mano pronto per essere firmato.

Quindi a che valeva impegnarsi per qualcosa che neanche mi piaceva?

Il primo approccio al digitale

I mesi estivi furono super-stressanti, ero troppo indecisa, al punto che non sapevo neanche se frequentare l’università.

Tutti mi dicevano “Ti sei diplomata con 100, non puoi non proseguire con l’università!”, un altro discorso che proprio non riuscivo a comprendere.

Era già da un po’ che coltivavo un particolare interesse per il mondo del digitale, i lavori del futuro e tutte le opportunità offerte dall’innovazione e dalla tecnologia, ma non avevo idea di come approcciarmi.

Ricordo che passavo le giornate sulle più famose piattaforme di job seeking facendo sempre le solite ricerche: “Digital Marketing Specialist”, “Social Media Manager”, “Digitale” e tutte le più disparate combinazioni che avrebbero potuto potenzialmente portarmi a qualcosa.

Responso: 0 risultati.

Ma cosa significava questo?

Per me significava desiderare di fare un lavoro per il quale ancora non c’era richiesta sul mercato.

Una situazione sicuramente non rassicurante, ma ero fiduciosa ed estremamente convinta che sarebbe stata solo questione di tempo.

La scelta universitaria

claudia dagnello start2impact

Dopo miliardi di facoltà prese in considerazione (che non starò qui ad elencare per risparmiarti un bel mal di testa) decisi di iscrivermi a Scienze della Comunicazione.

Ero convinta della scelta appena fatta?

Assolutamente no.

Non credo nelle scelte prese “a caso”, motivo per il quale l’idea di iscrivermi a quel corso di laurea è stata attentamente analizzata.

Tuttavia, ho anche utilizzato il buon vecchio metodo dell’ “andare per esclusione” e così siamo rimaste io e Scienze della Comunicazione.

Iniziai l’Università il 16 ottobre 2017 e poco prima delle vacanze di Natale avevo già capito che non faceva per me.

A quel punto presi un’altra decisione sulla base di una credenza popolare che quasi mai si rivela giusta: “sarà solo una fase”.

Continuare a trovare giustificazioni, rimandando l’inevitabile, è stato il mio modo di prendere tempo prima di capire cosa fare e come farlo.

Sono una persona estremamente razionale, prima di fare un salto nel vuoto mi sono sempre assicurata che ci fosse almeno la possibilità di cadere in piedi.

La svolta decisiva

claudia dagnello digital marketing start2impact

Le vacanze di Natale mi permisero di pensare (più o meno, passavo tutto il tempo sui libri per gli esami di gennaio) e di avere una seconda Epifania:

Non solo le micro-scelte che facciamo ogni giorno determinano la nostra vita, ma la priorità in base alla quale le facciamo determina il nostro reale interesse.

Fino a poco prima avevo sempre messo al primo posto lo studio universitario, anche se per me non era la cosa più importante.

Lo facevo per dovere, non per piacere.

Decisi di rivedere le mie priorità e regolare la mia vita di conseguenza.

Diventai ferma e determinata: basta rimandare per una questione di paura, basta rintanarsi nello studio solo per poter dire che stavo facendo qualcosa nella vita, era ora di rimboccarsi le maniche.

Iniziai a prendere nota di tutto quello che trovavo online che si avvicinava anche solo lontanamente al Digital Marketing. 

Volevo imparare e arricchirmi di conoscenza.

Nel frattempo, iniziarono a comparire le prime offerte di lavoro in questo settore (che io non ho mai perso d’occhio) e leggendo gli annunci ebbi la terza Epifania della mia vita: 

Dopo la laurea non avrei avuto neanche l’1% delle competenze che richiedevano.

Non solo la mia facoltà era estremamente teorica, ma anche poco aggiornata.

Mi posi una domanda: “Dopo la laurea, avrò ciò che mi serve per potermi candidare per questi posti di lavoro o dovrò colmare le lacune facendo corsi a parte?”.

Ti lascio immaginare la risposta che mi diedi.

Non mi scoraggiai, agii di conseguenza e decisi che dovevo anticipare i tempi: anziché aspettare la fine della triennale per studiare Digital Marketing, avrei iniziato da subito.

La linea temporale che mi ha portato dove sono adesso

claudia dagnello studiare digital marketing

Il 2018 è stato un susseguirsi di vicende straordinarie che mi hanno permesso di capire realmente chi sono e chi voglio essere, potrei riassumerle così:

  • Febbraio 2018: inizio a cercare un corso sul Digital Marketing dal vivo (ero convinta che un corso in aula mi avrebbe potuto dare di più, la mia idea ora è totalmente cambiata);
  • Marzo 2018: trovo il corso e inizio a risparmiare per potermelo permettere;
  • Aprile 2018: obiettivo raggiunto, svolgo il corso e mi rendo conto che quello è il lavoro dei miei sogni;
  • Maggio 2018: nasce un nuovo tirocinio promosso dalla mia università, così stravolgo il piano di studi, anticipo il tirocinio di un anno e partono 5 mesi di formazione;
  • Settembre 2018: grazie ad uno dei tutor del tirocinio riesco a fare pratica per un paio di mesi in una piccola agenzia di comunicazione, un tassello fondamentale che ha riconfermato il mio amore per questo lavoro;
  • Novembre 2018: termino ufficialmente il tirocinio formativo, termino l’esperienza in agenzia, decido di terminare anche il mio percorso universitario.

Ci è voluto esattamente un anno per prendere una decisione che era inevitabile.

Tutto quel tempo mi è servito per avere delle conferme, toccare con mano il lavoro dei miei sogni, crearmi un piccolo cuscino sul quale sarei potuta cadere in maniera non così tanto brusca se le cose si fossero messe male.

Lasciare l’università non è stato affatto facile e non l’ho neanche lasciata per davvero.

Non feci alcuna rinuncia agli studi, solo per poter ritornare indietro nel momento in cui avrei capito che stavo sognando troppo.

Ma qual era esattamente il mio piano?

Semplice: non ne avevo uno.

Avevo un obiettivo, ero decisa a raggiungerlo, ma non avevo idea di come fare.

La luce in fondo al tunnel

Passai i mesi da dicembre ad aprile a brancolare nel buio.

Ero felice di aver lasciato l’università, mi sentivo finalmente libera e avevo tempo da dedicare a ciò che più mi piaceva, ma non posso dire di non aver avuto paura.

Ogni giorno mi svegliavo e temevo di arrivare alla fine di quella giornata con la convinzione di aver sbagliato tutto.

Ormai era fatta, tutti lo sapevano, sia amici che parenti.

Se avessi fallito, cosa mi sarei inventata? Cosa avrei raccontato?

Assurdo quanto il giudizio degli altri possa spaventarci e condizionarci.

Ogni tanto mia madre mi chiedeva se fossi sicura di ciò che stavo facendo.

“Ancora con questa storia della sicurezza”, pensavo ogni volta.

Certo che non lo ero, come si fa ad essere sicuri di qualcosa che non si conosce?

Nessuno sa come andrà a finire, ma se neanche ci proviamo resteranno solo i rimorsi e nessuna storia da raccontare.

Io la volevo quella storia da raccontare e oggi sono felice di poterlo fare.

Infatti, se adesso sei qui a leggere del mio percorso è solo perché nel lontano Aprile del 2019, durante un sabato pomeriggio dedicato alla visione di video del settore su YouTube, l’algoritmo decise di consigliarmi un video di start2impact.

Era un episodio della stagione di Marketing Digitale girata dal fantastico Federico Sbandi (anche detto “il tipo che sa parlare bene”).

Sentii una fiamma accendersi dentro di me: ne dovevo sapere di più, dovevo capire chi fossero quei ragazzi e perché non ne avevo mai sentito parlare.

start2impact.

“Che razza di nome è?” – pensai a primo impatto – “Però è figo, mi piace, mi dice qualcosa”.

Il mio incontro con start2impact

Inutile dire che mi iscrissi un secondo dopo aver scoperto questa realtà, fremevo dalla voglia di iniziare. 

Appena entrata in piattaforma divorai ogni singolo video, guida, progetto.

Ero al massimo, ero carica.

Più passava il tempo più sentivo di essere nel posto giusto al momento giusto (anche se conoscerli prima non sarebbe stato tanto male).

C’erano momenti in cui mi abbattevo, guardavo gli altri ragazzi che avevano già trovato lavoro e pensavo: “io non sarò mai come loro, non arriverò mai a quel punto, io non sono niente a confronto”.

Sono sempre stata una professionista nell’auto-sabotaggio.

Un mese e mezzo dopo il mio ingresso venne annunciata la possibilità di partecipare ad una Job Fair a Roma: 30 ragazzi avrebbero potuto incontrare ben 12 startup e fare colloqui di lavoro con loro.

Incredibile!

Ero super-emozionata, ma anche ad un passo dal non mandare la candidatura, proprio perché non mi sentivo ancora in grado (ed era passato solo un mese e mezzo!).

Ne parlai a mia madre, cercai di spiegarle qualcosa (per quanto possibile), ma dovevo farlo perché avevo il disperato bisogno di una spinta.

Lo feci. La mandai.

Poco dopo ricevetti il responso: ero stata selezionata tra i migliori 30.

claudia dagnello job fair start2impact

Così il 1 giugno 2019 andai a Roma, quel giorno feci 8 colloqui di lavoro e incontrai finalmente Gherardo e Virginia che fino ad allora avevo solo visto in video.

Provavo un grandissimo senso di ammirazione per loro e per ciò che stavano costruendo.

Allo stesso tempo, mi faceva strano conoscere un ambiente così umano e amichevole, composto da persone che si aiutano senza secondi fini.

Per quelle che erano state le mie esperienze precedenti, mi sembrava qualcosa ai confini della realtà.

Il mio percorso con start2impact

Quella Job Fair si rivelò un successo.

Ricevetti alcune proposte di lavoro e scelsi quella che mi sembrava più adatta alle mie esigenze.

Terminata anche questa esperienza, subito dopo ne iniziò un’altra: ad ottobre 2019 diventai Copywriting Coach sulla piattaforma di start2impact.

Ero felicissima perché avevo sempre ammirato il ruolo del Coach e ciò che più desideravo in quel momento era aiutare gli altri studenti a crescere alla stessa velocità che avevo sperimentato io.

Questo mi permise, poco dopo, di diventare SEO Copywriter per il blog di start2impact: un’esperienza che mi formò e mi diede la possibilità di instaurare collaborazioni anche con altre realtà.

La voglia di fare networking si sposò perfettamente con un altro ruolo che mi venne assegnato: Local Ambassador della mia regione, la Puglia.

claudia dagnello meetup puglia start2impact

Ero emozionata all’idea di incontrare gli altri membri della Community vicini a me, immaginavo già le amicizie che si sarebbero create e la comodità di potersi vedere senza fare viaggi chilometrici.

Insomma, ero al massimo!

I mesi passavano ed io ero sempre più soddisfatta di trovarmi in un ambiente di questo tipo, anche se iniziavo a sentire alcune battute d’arresto perché ancora non mi sembrava di contribuire abbastanza ad una causa che ormai sentivo mia.

Per un attimo, dopo tanti mesi, mi ero permessa il lusso di pensare che forse la mia crescita in start2impact era giunta al suo massimo limite.

Ma a volte i pianeti, le stelle, il destino, il fato o semplicemente la casualità sembrano ascoltare i tuoi desideri e mettersi d’accordo.

A maggio 2020 Gherardo, CEO e Co-Founder di start2impact, pubblicò un post nel gruppo Facebook della Premium Community: cercavano un Digital Marketing Specialist.

Inizialmente non sapevo cosa fare, ancora una volta pensai di non essere abbastanza per quello che mi si stava prospettando davanti.

Fortunatamente un mio caro amico, nonchè Junior Social Media Manager di start2impact, mi spinse a candidarmi, superando le mie inutili paure e quella comfort-zone che, molto spesso, ci fa stare un po’ troppo comodi.

E così, dopo esattamente un anno dal nostro primo incontro, il 1 giugno 2020 sono diventata ufficialmente parte del team di start2impact.

Di cosa mi occupo nel team di start2impact

claudia dagnello digital marketing specialist start2impact

Oggi sono fiera di poter dire di essere Junior Digital Marketing Specialist in start2impact.

Attualmente mi occupo della creazione di funnel e campagne di advertising, supervisionata da Gherardo e Virginia, co-fondatori di start2impact, che mi aiutano a crescere più velocemente. 

Nei prossimi mesi l’obiettivo sarà riuscire ad avere una visione a 360° sulla comunicazione e il marketing per dare un supporto sempre più ampio alla crescita di start2impact.

Il mio lavoro è orizzontale, questo mi permette di essere sempre in contatto con tutti i membri del team ed è la cosa che preferisco.

Lavorando da remoto, spesso ci confrontiamo tramite call e capiamo insieme cosa fare, come farlo e come tracciarlo (se c’è una cosa che Virginia mi ha insegnato durante il mio primo mese di lavoro è l’importanza dei dati).

Cosa ho capito fino ad ora

Ho voluto inserire questo ultimo paragrafo per lasciarti con qualche consiglio.

Questi 2/3 anni sono stati intensissimi per me.

Sono stati anni di cambiamento e rinnovo, ricchi di esperienze illuminanti e decisioni che mi hanno portata fin dove sono ora.

Anche le mie priorità sono cambiate: adesso pongo molta più attenzione su tematiche come l’aumento della produttività nel lavoro da remoto e mi tengo aggiornata leggendo libri sul Digital Marketing.

Se tornassi indietro, farei tutto uguale, ma cambierei il mio approccio alle cose.

Troppe volte mi sono preoccupata del giudizio altrui e troppe volte mi sono lasciata confondere da quelle persone che richiedevano una “sicurezza” prima di compiere qualsiasi passo.

Questo mindset mi ha rallentata laddove avrei potuto sbloccarmi molto più facilmente e risolvere il problema in pochi secondi.

La sicurezza non esiste, qualsiasi cosa si faccia.

Ciò che esiste, però, è la soddisfazione che si prova al mattino quando ci si sveglia e si percepisce la sensazione di star facendo qualcosa di buono per se stessi e per gli altri.

Questo è ciò che io chiamo “realizzazione”.

Ad oggi non credo ancora di aver raggiunto la meta e non penso che sentirò mai di aver terminato ciò che ho iniziato.

Tuttavia, ogni giorno start2impact mi ci porta vicino e a me questo basta per avere la carica di voler fare e dare di più, crescendo costantemente sotto ogni punto di vista.

Mi sembra giusto concludere questa storia così come l’ho iniziata:

“Ogni mattina noi nasciamo nuovamente.
Ciò che decidiamo di fare oggi è ciò che conta davvero.”

Buddha


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