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Storie di successo

Come ho trasformato la mia carriera: da laureato in lingue a PPC Analyst

Perché concentrarsi su una cosa se posso provarle tutte? La strada per capire cosa volessi fare è stata lunga, ma mi è servito tutto.

Essere curiosi è spesso considerato un pregio, ma per tanto tempo ho fatto fatica ad apprezzare questo mio lato.

Tante delle scelte che ho fatto sono infatti state dettate dalla curiosità: da bravo multi-potenziale, perché concentrarsi su una cosa quando posso provarle tutte?

Ecco la strada che mi ha portato a fare Carriera nel Digital Marketing!

I primi passi

fare carriera nel digital marketing come ppc analyst

Già dalle medie mi perdevo nell’indecisione: materie artistiche, mie predilette, o materie scientifiche, che mi intrigavano e mi avrebbero condotto ad un percorso universitario con cui sentivo di avere più familiarità?

L’istinto diceva “artistico”, la ragione “scientifico”: scelsi la ragione, non perché andare all’artistico non fosse logico, ma perché non riuscivo a pensare a nessuna potenziale carriera artistica che fosse adatta a me.

Negli anni ho sempre un po’ rimpianto questa scelta, almeno fino a poco tempo fa!

Ma intanto…

Il liceo mi stava un po’ stretto: non avevo ben chiaro il percorso universitario da intraprendere, perché sentivo di non essere bravo in una materia più che nelle altre.

Non che andassi male, anzi! 

Però nessuna materia mi prendeva particolarmente e così scelsi un percorso accademico che mi permettesse di prendere tempo: lingue e culture per la mediazione linguistica.

Mi piaceva comunicare, perché non farlo in lingue diverse? Inoltre, non essendo ancora sicuro di cosa fare, le lingue sarebbero state un’aggiunta di valore a qualsiasi percorso professionale avessi scelto.

L’inizio del mio percorso universitario

carriera nel digital marketing

L’entusiasmo iniziale fu incredibile: mi sentivo motivato come poche volte mi era capitato, ma questa energia durò ben poco; la mia indole curiosa è infatti bilanciata (e meno male) da un’altra caratteristica: la praticità.

Sentivo di non imparare davvero qualcosa di pratico: più pensavo a potenziali carriere, più mi rendevo conto del gap tra le mie conoscenze teoriche e le mie competenze pratiche.

L’idea di dedicarmi ad altro era ben più che un’ipotesi e, nonostante non volessi chiudere anticipatamente il percorso universitario, decisi di fare una scelta di cuore: aprire una fumetteria durante gli studi.

Se anni prima avevo scelto la ragione, questa volta scelsi l’istinto: sulle prime ne fui entusiasta, perché alla teoria dell’università abbinavo un mestiere pratico e strettamente legato ai miei hobby.

Proprio in quel periodo però mi resi conto che, fino a quel momento, avevo aperto molte pagine senza però leggerle davvero a fondo: tanti percorsi iniziati, solo a volte conclusi e senza dare il 100%. 

Era una sensazione veramente frustrante, perché sentivo di poter (e voler) dare di più, ma senza trovare un settore che davvero sentissi mio.

Decisi di concentrarmi sul concludere il percorso all’università, dando priorità agli studi rispetto all’indole pratica.

Il problema non era dare il 100%, ma trovare una motivazione che mi spingesse a farlo con entusiasmo e non per senso del dovere.

In quel momento capii qualcosa che può sembrare ovvio, ma per me non lo era: darsi obiettivi è importante, ma se si punta solo al traguardo finale non si va da nessuna parte.

Se c’è una cosa che l’università mi ha insegnato è proprio questo: ogni percorso è fatto da piccoli passi, e dare il 100% in ciascuno di essi è molto più facile ed efficace che non pensare solo ed esclusivamente al traguardo.

Paradossalmente, fu solo la preparazione della tesi a farmelo capire. Fino a quel momento erano stati ben pochi gli esami per cui non vedevo l’ora di studiare e “casualmente” si trattava di quelli che univano teoria e attività più o meno pratiche.

lavorare nel digital marketing

Ma la tesi…

Per la prima volta in assoluto durante tutti i miei studi ho potuto concentrarmi su ciò che davvero mi appassionava e i risultati non tardarono ad arrivare.

Infatti, oltre a conseguire la tanto desiderata laurea, mi sono tolto la soddisfazione di prendere punti aggiuntivi rispetto al massimale, come premio per la qualità del lavoro.

Questo è stato in assoluto l’insegnamento più grande ricevuto dall’università: dopo anni in cui sentivo di non riuscire a dare il massimo, alla prima occasione in cui potevo occuparmi di qualcosa in linea con i miei interessi i risultati furono molto più soddisfacenti.

Ho capito di non dovermi accontentare e di puntare a ciò che voglio davvero.

Ma da inguaribile curioso… Cosa voglio davvero?

Cosa fare dopo l’università?

diventare ppc analyst

Proseguire all’università non era mai stata la mia priorità, nonostante mi affascinasse; sentivo però di aver bisogno di fare altro e così ho deciso di fare una scelta diversa dal solito: fermarmi.

Fino ad allora non mi ero mai fermato a considerare cosa davvero volessi fare.

Dopo le medie è ovvio che si vada alle superiori e dopo le superiori non vedevo per me altre strade oltre l’università.

Concentrarmi sul tipo di esperienza desiderata anziché sul lavoro da fare mi ha permesso di ottenere due grandissimi benefici:

  1. riflettere su ciò che posso dare alle aziende e in quali modalità, anziché ragionare su cosa possono darmi loro;
           
  2. rendermi più ricettivo e attento alle potenziali occasioni o consigli.

Concentrarmi su cosa ho da offrire, vedendone i pro anziché le mancanze dovute alla preparazione prevalentemente teorica, mi ha permesso di concentrarmi sulle mie soft skill: ho sempre cercato di distinguermi per ciò che sono, non per ciò che so fare.

Il secondo punto può sembrare collaterale, ma in realtà è quello che ha ribaltato completamente le mie prospettive: ho sempre desiderato rimanere ad abitare in Sardegna, ma essendoci poco lavoro non trovavo un modo per far “quadrare il cerchio”.

La svolta: start2impact

Il cambiamento avvenne di ritorno da una giornata al mare, quando un caro amico mi fece riflettere sul lavorare con le aziende “di fuori”.

In pochi mesi ho rielaborato completamente il mio modo di vedere il mondo del lavoro, capendo che il lavoro c’era eccome: dovevo solo cercarlo attivamente

E già che c’ero, perché non provare da remoto, così da poter stare in Sardegna?

Torna tutto, no?

Peccato che io non sapessi ancora fare qualcosa di pratico e ormai gli anni di uscita dal liceo iniziavano ad essere più di qualcuno…

Ed è qui che l’essere più ricettivo a ciò che mi circonda mi ha permesso di accorgermi, in mezzo alle tante pubblicità proposte da Facebook, di quella di start2impact.

Già ad una prima occhiata il mio istinto mi diceva che era la scelta giusta, ma stavolta anche la ragione era d’accordo: era gennaio 2020 e da lì inizierà il percorso in Digital Marketing che mi ha portato a trovare lavoro come Junior PPC Analyst.

L’elemento sorprendente è che non avevo mai sentito parlare di marketing digitale prima di allora, per cui mi sono ritrovato da una settimana all’altra a scoprire un settore che univa finalmente le mie due anime: analitica e creativa.

Non mi era ancora chiaro quanto il marketing digitale facesse al caso mio, proprio perché non era un settore che conoscevo: ero all’inizio del percorso, ed è qui che è arrivato il primo dei due consigli fondamentali da parte del Team di start2impact.

Il Community Manager, Alessandro, mi ha infatti dedicato del tempo per capire i miei interessi e le mie inclinazioni, indirizzandomi proprio nel percorso che poi avrei continuato con tanta passione.

Il secondo consiglio è arrivato in un momento altrettanto delicato, ovvero quando ho effettivamente iniziato a cercare lavoro in base alle competenze acquisite in piattaforma: durante una call 1to1 con Gherardo, CEO e Co-Founder di start2impact, mi ha fatto notare che non dovevo cercare obbligatoriamente al di fuori della Sardegna.

Perché, se in Sardegna c’è poco lavoro?

carriera nel digital marketing da remoto

Perché il background culturale è un elemento fondamentale se si vuole lavorare da remoto, così come la condivisione di determinati valori e obiettivi.

La mia ricerca lavorativa aveva a quel punto una direzione estremamente più precisa e infatti i risultati sono arrivati in tempo molto breve (specie considerando il periodo storico in corso): sorpresa delle sorprese, il lavoro c’è anche qui! 

Ero io che non lo vedevo.

Posso dire (con molto stupore) di aver ricevuto più offerte di quante sono le aziende a cui ho mandato il curriculum: questo perché ho selezionato in modo molto preciso a chi propormi, ad esempio escludendo quelle che non prevedono il lavoro da remoto.

Grazie al marketing ho imparato che una cosa che va bene per tutti in realtà non va bene per nessuno: perché il mio caso doveva essere diverso?

Qualità > Quantità.

Non posso pretendere che un’azienda si interessi a me in modo particolare, se io stesso mi propongo alle aziende dando più importanza alla quantità che alla qualità.

Se per noi candidati un lavoro vale l’altro, perché l’azienda non dovrebbe essere legittimata a pensare che un candidato vale l’altro?

Premesso ciò, è stato molto semplice individuare le persone (prima che le aziende) con cui avrei voluto lavorare.

Cosa faccio ora

Attualmente lavoro come Junior PPC Analyst in Midsummer Agency e riesco ad utilizzare sia creatività che doti analitiche, per questo motivo non rimpiango più l’aver scelto il liceo scientifico.

Grazie a start2impact ho imparato che ogni competenza vale, bisogna solo capire come sfruttarla per ciò che ci interessa. 

Non a caso ho rinnovato il mio abbonamento alla piattaforma nonostante io abbia già un lavoro!

E a proposito della piattaforma, un dettaglio che mi ha colpito sin da subito è la scelta di utilizzare il colore verde come uno tra quelli rappresentativi.

Chi mi conosce sa quanto io sia appassionato di Lanterna Verde, un supereroe della DC Comics che protegge l’universo usando la propria forza di volontà, incanalandola come arma tramite uno speciale anello.

L’anello ha però bisogno di essere ricaricato ogni 24 ore, pena la perdita di tutto il suo potere (a proposito del fare qualcosa ogni giorno in nome di un grande obiettivo); per ricaricarlo, è necessario recitare un giuramento che comincia così: 

Nel giorno più splendente, nella notte più profonda…

lavorare nel digital marketing start2impact

Questo è quanto di più importante io abbia imparato durante il mio percorso in start2impact: che vi troviate nel vostro “giorno più splendente” o nella vostra “notte più profonda”, quello che cercate vi sta aspettando: non accontentatevi mai!


Se anche tu, come Fabio, vuoi intraprendere una Carriera nei Lavori del Futuro, dai un’occhiata ai percorsi offerti su start2impact!


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