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Crescita personale: conosci te stesso, i tuoi limiti e le tue potenzialità

Scopri i tuoi punti di forza e di debolezza e potenzia il tuo percorso di crescita personale con questi consigli.

Perché la crescita personale? 

La crescita personale è un argomento molto chiacchierato, decine e decine di libri ne parlano, alcuni seducono con la promessa di renderti un soldato invincibile, altri spiegano come utilizzare le tecniche che hanno portato personalità famose al successo, altri ancora lo trattano in maniera più scientifica.

E allora perché sprecare altre parole sull’argomento? 

In un mondo in cui l’unica costante è il cambiamento, della società, dell’ambiente e della tecnologia, imparare a cavalcarlo è la competenza Maestra per essere vittoriosi.

Dedicare energie alla propria crescita personale può rivelarsi allora molto utile; specie per la grande community di start2impact che si propone di guidare e anticipare l’innovazione. 

Prima di cominciare faccio una premessa importante, dicendo che non sono uno psicologo, e per questo mi sono confrontato anche con 2 professionisti del settore, pur non avendo questo articolo alcuna pretesa terapeutica.

Spero di riuscire a fornirti alcuni spunti per conoscerti più a fondo, scoprire i tuoi punti di forza e di debolezza e potenziare il tuo percorso di crescita, raccontandoti quello che ho imparato dalla mia esperienza e dal mio studio. 

Potenzialità e Personalità

Iniziamo facendo le dovute distinzioni tra potenzialità e personalità.

Potenzialità

Crescita personale, come sviluppare le potenzialità

Non esiste una definizione univoca di potenzialità.

Mi ha aiutato pensare alle potenzialità come a dei semi che ho dentro e che posso sviluppare e far crescere consapevolmente per aumentare il benessere; lavorando sul potenziale e instaurando un circolo virtuoso di crescita

Di seguito trovi la definizione di 3 potenzialità: 

  • Audacia: l’abilità di superare con una certa facilità la paura che si prova nell’affrontare situazioni complicate o sconosciute, fare un passo in avanti e mettersi in azione.
  • Gestione emozionale: conoscere strumenti e tecniche per tirare fuori il meglio da ogni emozione, sia gradevole che sgradevole. Questo non significa non provare emozioni, ma riuscire a comprenderle, trasformandole in informazioni utili alla crescita.
  • Persistenza: dare il meglio di sé per riuscire a raggiungere quello che ci si propone con costanza, nonostante le difficoltà, ma con una certa flessibilità.

A volte ci serviamo delle nostre potenzialità in modo inconsapevole.

Saperle individuare, dandogli un nome e una definizione, riconoscere quali si possiede in modo più pronunciato e quali meno, può essere di grande aiuto per prendere consapevolezza di sé, dei propri punti di forza e di debolezza e cominciare un percorso di crescita personale.

Per vivere in equilibrio è importante conoscere e coltivare le proprie potenzialità, aspirazioni, talenti. Così possiamo migliorare il nostro stato di benessere e contribuire a quello delle persone che ci stanno più vicine.

Personalità

cos’è la personalità e perché è importante conoscerla

Anche per la personalità non esiste una definizione univoca. Ci sono definizioni più o meno scientifiche e che fanno riferimento ad ambiti della conoscenza diversi. 

Nella psicologia stessa esistono molteplici definizioni a seconda delle correnti; per il nostro intento prenderò come riferimento il manuale di Accursio Gennaro (docente di Psicologia della personalità presso “La Sapienza” di Roma), “Introduzione alla psicologia della personalità”.  

Il termine personalità deriva dalla parola latina persona.

Come forse saprai nell’antica Roma gli attori erano soliti indossare delle maschere, chiamate persona, che rendevano facilmente individuabili al pubblico gli atteggiamenti e i comportamenti che dovevano aspettarsi dall’attore stesso. 

Col termine personalità ci riferiamo quindi a un insieme di caratteristiche, disposizioni e modi di agire che accomunano alcuni individui e al contempo rappresentano l’unicità di ogni individuo. 

Nei vari indirizzi di psicologia psicodinamica, la personalità si configura come un’organizzazione affettivo-cognitiva che risulta dal gioco di pulsioni o spinte che agiscono all’interno e competono costantemente per il controllo della personalità.

Nella percezione della personalità è importante distinguere tra punto di vista dell’osservatore e punto di vista del soggetto.

Cosa fai di solito quando conosci una nuova persona? 

Cerchi di “categorizzarla” attribuendole delle caratteristiche in modo tale da ricondurla a una tipologia, ad esempio estroverso o introverso.

Proprio come facevano gli spettatori del teatro dell’antica Roma che riuscivano a caratterizzare gli attori grazie alle maschere.

In entrambi i casi parte dello scopo è capire come meglio rapportarti a quel tipo di persona.

La personalità dal punto di vista dell’osservatore (il tuo punto di vista quando cerchi di carpire la personalità di qualcun altro) si configura come l’insieme di qualità o attributi relativamente stabili che accomunano alcune persone rispetto ad altre e che distinguono ogni persona rispetto a tutte le altre.

Dal punto di vista del soggetto, cioè il tuo punto di vista quando osservi te stesso, la personalità è quell’insieme di processi e strutture affettive e cognitive dalle quali ogni individuo trae il senso della propria identità, unità, coerenza e singolarità e che consentono a ciascuno di svolgere una parte attiva nella relazione con l’ambiente e nello svolgimento della propria vita. 

Sei ancora confuso sulla differenza tra personalità e potenzialità? 

La personalità è più complessa e profonda, la sua struttura più rigida rispetto alle potenzialità,.

Parlando di personalità si abbraccia un concetto più ampio, potremmo dire che la personalità sia anche la somma delle tue facoltà e abilità.

Le potenzialità sono degli elementi flessibili e modificabili di noi stessi, che è possibile sviluppare ed equilibrare intenzionalmente. 

Come forse avrai intuito la personalità è un concetto molto profondo e che necessita di un approccio medico per essere “lavorato”.

Per questo esistono psicologi, psicoterapeuti e psichiatri che intervengono in caso di disturbi della personalità e patologie come l’ansia e la depressione. 

Ci focalizzeremo ora sui punti di forza e di debolezza e sulla conoscenza di se stessi.

Conosci Te Stesso

Conosci te stesso

“Conosci te stesso” deriva da un aforisma dell’Antica Grecia, scolpito sulla facciata del tempio di Apollo a Delfi.

Nel Prometeo incatenato di Eschilo, con analoga sentenza, Oceano – figlio di Urano (il cielo) e di Gea (la terra) – consiglia Prometeo:

Vedo sì, Prometeo, e voglio darti il consiglio migliore, anche se tu sei già astuto. Devi sempre sapere chi sei (γίγνωσκε σαυτὸν) e adattarti alle regole nuove: perché nuovo è questo tiranno che domina tra gli dèi. Se scagli parole così tracotanti e taglienti, subito anche se il suo trono sta molto più in alto, Zeus le può sentire: e allora la mole di pene che ora subisci ti sembrerà un gioco da bambini.

Chi era Prometeo? 

Prometeo è un Titano amico dell’umanità e del progresso: ruba il fuoco agli dei per darlo agli uomini subendo poi la punizione di Zeus che lo incatena a una rupe ai confini del mondo e lo fa sprofondare nel Tartaro, al centro della Terra.

Cosa c’entra tutto questo?

L’aforisma “conosci te stesso” significa dunque riconoscere la propria limitatezza e finitezza.

Questa è la condizione di partenza per poter crescere. L’accettazione della propria limitatezza e delle proprie debolezze. Solamente prendendone consapevolezza sarà infatti possibile cominciare una “vera” crescita.

Fatti allora questa domanda:

Conosci te stesso? 

I punti di forza

Come conoscere i propri punti di forza

Tra le esperienze di training e formazione a cui ho partecipato, mi è stato presentato questo “gioco” che personalmente ho trovato utile per riflettere sui miei punti di forza e di debolezza.

Tra un elenco di 75 aggettivi ho: 

  1. Scelto i 10 punti di forza che più mi rappresentavano
  2. Annotato su un foglio di carta e ordinato i 10 punti, dal più significativo a quello meno significativo
  3. Per ognuno dei primi 3 ho richiamato alla mente e scritto una situazione in cui il loro utilizzo ha fatto la differenza in modo positivo

• Ambizioso

• Motivato

• Candido

• Cooperativo

• Decisivo

• Devoto

• Determinato

• Entusiasta

• Esperto

• Flessibile

• Focalizzato

• Laborioso

• Coinvolto

• Maturo

• Aperto di mente

• Concreto

• Puntuale

• Realistico

• Affidabile

• Rispettoso

• Responsabile

• Reattivo

• Vissuto

• Sicuro di sé

• Autorevole

• Indipendente

• Sistematico

• Disponibile

• Eloquente

• Calmo

• Abile

• Carismatico

• Chiaro

• Premuroso

• Creativo

• Curioso

• Efficiente

• Empatico

• Risoluto

• Onesto

• Fantasioso

• Innovativo

• Perspicace

• Intuitivo

• Gentile

• Metodico

• Meticoloso

• Pulito

• Imparziale

• Organizzato

• Accurato

• Passionale

• Paziente

• Percettivo

• Persuasivo

• Prudente

• Pieno di risorse

• Socievole 

• Competitivo

• Schietto

• Comunicativo

• Umile

• Leader naturale

• Giocatore di squadra

• Adattabile

• Diligente

• Energico

• Franco

• Inventivo

• Educato

• Proattivo

• Sensibile

• Sincero

• Riflessivo

• Versatile

Esempio: Ero insoddisfatto per come nell’ultima settimana io e il mio migliore amico ci stavamo relazionando, non mi piaceva il fatto che mi rinfacciasse delle cose accadute molto tempo prima.

Grazie alla mia capacità di comunicazione sono riuscito a spiegargli come mi sentivo quando lui mi rinfacciava delle cose.

Ci siamo chiariti e da quel giorno il nostro rapporto si è saldato ancora di più! Adesso quando faccio qualcosa che ritiene scorretto me lo dice subito e riusciamo a risolvere velocemente. 

I punti di debolezza

Come conoscere i propri punti di debolezza

Fortunatamente avevo incluso la sincerità tra i miei punti di forza, accogliendo l’invito dei formatori ad essere onesti con se stessi 😉

Ecco l’elenco di 75 punti di debolezza tra cui ho:

  1. Scelto i 10 che più sentivo rilevanti
  2. Annotato su un foglio di carta e messo in ordine i 10 punti da quello che percepivo come più limitante a quello che ritenevo meno limitante
  3. Per ognuno dei 3 punti di debolezza più limitanti ho richiamato alla mente e scritto una situazione in cui hanno fatto la differenza in modo negativo

• Disinteressato 

• Demotivato

• Malizioso

• Individualista

• Irrilevante

• Ostile

• Insicuro

• Indifferente

• Inesperto

• Rigido

• Distratto

• Fannullone

• Alienato

• Immaturo

• Chiuso di mente

• Astratto

• Ritardatario

• Irrealistico

• Inaffidabile

• Irrispettoso

• Irresponsabile

• Impassibile

• Inesperto

• Autoreferenziale

• Dipendente

• Disorganizzato

• Indisposto

• Silenzioso

• Agitato

• Inabile 

• Senza carattere

• Cupo

• Negligente

• Piatto

• Riservato

• Dispendioso

• Apatico

• Indeciso

• Bisbetico

• Disonesto

• Banale

• Conservatore

• Tonto

• Ottuso

• Scontroso

• Irregolare 

• Superficiale

• Sporcaccione

• Parziale

• Disorganizzato

• Impreciso

• Freddo

• Impaziente

• Passivo

• Inefficace

• Imprudente

• Senza risorse

• Asociale

• Incompleto

• Arrendevole

• Falso

• Arrogante

• Gregario

• Individualista

• Inadeguato

• Indisciplinato

• Spossato

• Ipocrita

• Senza inventiva

• Maleducato

• Passivo

• Insensibile

• Disonesto

• Impulsivo

• Unilaterale

Esempio: Ho deciso di smettere di fumare, ma l’altra sera durante un aperitivo c’erano molti miei amici che stavano fumando e non sono riuscito a resistere.

Questa dipendenza mi porta a fumare e poi arrabbiarmi con me stesso perché so che mi fa male e perché non riesco a rispettare la mia decisione.

Margini di miglioramento

Muovere i primi passi nella consapevolezza di se stessi

Ma non è finita qui.

Per ognuna delle 3 situazioni descritte in cui un mio punto di debolezza mi ha limitato, ho dovuto immaginare e descrivere come avrei potuto ribaltare la situazione a mio favore sfruttando uno dei miei 3 punti di maggiore forza.

Esempio: Avrei potuto dire ai miei amici che ho deciso di smettere di fumare, elencare le ragioni per cui ho preso la decisione e spiegargli quanto è importante per me tenere fede alla parola data.

Avrei potuto chiedere di darmi una mano per quanto possibile e di evitare di fumare proprio davanti al mio naso e quando gli chiedevo una sigaretta di ripetermi le motivazioni per cui ho deciso di smettere.

A posteriori alcuni di loro hanno deciso di smettere utilizzando lo stesso stratagemma.

Nel tempo ho ripetuto questo gioco che mi ha aiutato a monitorare il cambiamento dei miei punti di forza e debolezza, a migliorare la consapevolezza di me stesso e l’efficacia delle mie azioni.

Sharpen your mind.