start2impact logo

Accedi

Contatti

Come funziona

start2work

Abbonamento

Alessandro Tozzi, December 17 2018

COME LAVORARE IN UNA STARTUP E STUDIARE IN UNIVERSITÀ

INTERVISTA AD ANGELICA ZORZIN

In questo articolo troverete l’intervista fatta ad Angelica Zorzin, talento di casa start2impact, studentessa allo IED di Milano e parte integrante del team di Drexcode, la boutique n°1 in Europa dedicata al noleggio di abiti firmati.

Questi saranno i punti trattati:

Dopo essersi fatta valere nelle diverse attività della piattaforma, è stata selezionata per curare la parte creativa della comunicazione online del brand.

A soli 21 anni co-crea la strategia digitale insieme al team leader di Drexcode.

Se anche voi vi state chiedendo come è possibile fare un’esperienza del genere in parallelo agli studi universitari, vi consiglio di leggere attentamente ciò che mi ha raccontato.

Se invece vi interessa particolarmente il tema Università e lavoro, vi consiglio di leggere anche l'intervista fatta ad Elena Schirru, professionista del mondo digitale che ci ha detto la sua opinione sul dibattito più acceso tra i giovani:

L'università serve per lavorare nel digitale o no?

Torniamo a noi.

Siete pronti a conoscere Angelica e scoprire i suoi segreti per studiare e lavorare in una startup contemporaneamente?

Iniziamo subito con una domanda tecnica: di cosa ti occupi precisamente in Drexcode?

In Drexcode mi occupo principalmente  di creare grafiche per le newsletter, i post e le storie di Instagram e Facebook, le grafiche per i banner pubblicitari e anche la ricerca di tendenze del momento nel mercato della moda per proporre sempre contenuti di qualità da postare costantemente.

Il target di clienti per cui lavoriamo è principalmente femminile e va dai 25 anni in su.

Le tematiche che spesso vengono trattate sono consigli su come affrontare vari eventi durante l’anno (ad esempio Natale o capodanno) nel modo giusto e soprattutto con lo stile giusto, ma non solo ovviamente.

Qual è la cosa più figa che ti è capitata di fare da quando lavori lì?

In realtà le cose più interessanti che ho fatto fino ad ora sono 2.

La prima, capita ogni volta che siamo in riunione.

Quando discutiamo del piano di azione, del posizionamento del brand e delle strategie di Marketing, io sono parte integrante del discorso e posso proporre le mie idee, che vengono costantemente ascoltate.

Questo perché magari posso dare anche un punto di vista più “giovanile”, tipico della generazione Z, su alcune tematiche.

Ma la cosa più importante è che partecipando a tutte le attività quotidiane della startup, ho capito quanto lavoro c’è dietro l’allestimento di un servizio del genere e quanto serve un team di persone che lo svolge con passione.

Tutto quello che facciamo non sono compiti isolati, ma fanno parte di un processo molto più grande, perciò ho imparato che le mie idee devono essere calibrate secondo questa visione.

La seconda cosa veramente figa è stata partecipare alla creazione di alcune illustrazioni e del logo per un nuovo format della startup.

Il format prevedeva che le clienti votassero dei vestiti che sarebbero poi stati prodotti da Drexcode in prima persona per Capodanno.

Io sono andata nel negozio di tessuti insieme a una delle fondatrici per scegliere quelli che si sposassero meglio con i disegni realizzati.

Quindi ho assistito a tutti i passi che vengono fatti per produrre un capo di abbigliamento come in un grande brand di moda, cosa che fino a quel momento avevo solo immaginato!

Come fai a gestire il tempo mentre lavori e studi?

Questo è stato un aspetto molto difficile da controllare.

Ma pian piano ho capito come riuscire a gestire il tempo a mia disposizione.

Quando ho realizzato che adesso mi rimaneva meno tempo rispetto a prima, ho cominciato a cambiare la mia routine e le mie abitudini.

Ho iniziato ad andare a letto prima e svegliarmi prima, in modo da poter utilizzare la mattinata per fare tutte le attività riguardanti lo studio.

Dopo lo studio di solito vado in ufficio, ed essendo comunque mattina riesco a lavorare bene con la mente fresca.

Finito il lavoro, dato che sono in formula part time, riesco anche a frequentare le lezioni che ci sono durante la giornata in università.

La sera quando arrivo a casa ammetto di essere abbastanza stanca, ma comunque avendo fatto tutte le cose più faticose in mattinata e in giornata devo solo sistemare qualche piccolo dettaglio.

Tutto ciò mi ha insegnato a perdere molto meno tempo con cose inutili e a dare più valore al tempo stesso.

Ora quando ho ore di buca o tempi morti, la prima cosa che faccio è tirare fuori il PC e portarmi avanti con qualche progetto.

Ho smesso di distrarmi e ho iniziato ad essere produttiva a tutte le ore, perché so che ho proprio meno tempo a disposizione e non posso sprecarlo.

Un’ altra cosa che ho notato è che magari adesso esco un po’ di meno, ma sento che lavorando mi sto arricchendo, sto facendo qualcosa di importante per me stessa e mi godo il doppio le uscite, perché le sfrutto per andare a mostre o eventi culturali che prima magari rimandavo sempre.

È davvero paradossale:  quando hai tempo non fai nulla, quando non ne hai invece fai di tutto e di più.

Qual è secondo te il valore aggiunto che un lavoro del genere dà a un percorso di studi universitario?

Penso che sia importante innanzitutto perché mi sta facendo già conoscere il settore in cui sto studiando e in cui ho sempre voluto lavorare.

In più serve a farsi le ossa, a rendere concreto qualcosa che fino a poco tempo fa era solo fantasia, ma anche a mettere in pratica tutte quelle dinamiche come il team working o la capacità di risolvere problemi all’improvviso che solo studiando non si possono nemmeno immaginare.

Quindi, da un lato queste soft skill utili per gestire la “vita quotidiana” in ufficio, e dall’altro sto migliorando tantissimo nell'uso di strumenti come Photoshop o Illustrator piuttosto che altri tool come Google Web Design.

Sono tutte cose che non sapevo fare, e nemmeno pensavo mi sarebbero mai servite nel mondo del lavoro. Invece, avendo dovuto imparare a padroneggiarle per necessità,  adesso formano buona parte del mio bagaglio di conoscenze.

Pensi di avere un vantaggio rispetto a coloro che usano l’università quasi come se fosse un parcheggio in attesa di trovare lavoro?

Sicuramente sì.

Mi è stata data un’occasione che non posso sprecare e che mi sta portando grandi vantaggi.

Prima di tutto, sto prendendo parte a tutto ciò che riguarda il mondo “imprenditoriale”, quindi apprendo quali sono le dinamiche che fanno funzionare un’azienda e vedo con i miei occhi come funzionano le cose prima di tanti altri miei coetanei.

Questo mi dà l’opportunità di vedere il mio percorso di studi da un’altra prospettiva.

Adesso so che le cose non vanno fatte tanto per il gusto di farle, ma bisogna inserirle sempre in una strategia e in un processo più grande, e questo penso che mi faccia stare davvero avanti rispetto a qualcun altro che non se ne interessa a livello di mindset.

Ad esempio, spesso vedo tanti ragazzi che si impegnano a fare o immaginare un determinato progetto (scolastico e non) e penso: “io quelle cose le osservo proprio nel concreto e ci metto mano lavorandoci con clienti veri, non sono fittizie come un compito a casa”.

È questo il bello.

E poi un altro grande vantaggio è che io ora posso già vedere quali sono le richieste del mercato, quali sono le cose che funzionano e quali no, sperimentandolo sulla mia pelle.

Se non avessi cominciato questa esperienza penserei ancora che tante mie fantasie potrebbero essere tranquillamente applicabili nel settore della moda, mentre magari sono completamente sbagliate e viceversa.

Che obiettivi hai per il futuro?

Diciamo che ho molti obiettivi per il futuro.

Vorrei  innanzitutto continuare a lavorare nel settore, per apprendere ancora meglio tutto ciò che riguarda la sartoria e il design.

Poi più in là vorrei creare un mio brand personale e una startup di tessuti particolari inventati da me.

Sarebbe bellissimo gestire un team di persone e coordinarlo per raggiungere tutti insieme un obiettivo.

Mi piace comunque molto tutto ciò che riguarda  grafica e comunicazione, quindi continuare anche a fare quello che ho iniziato non sarebbe male.

Per concludere, sicuramente cercherò di unire la mia passione per i viaggi a quella per la moda, in quanto sono due mondi che si sposano perfettamente.

CONCLUSIONI

Queste erano le parole di Angelica.

Se anche voi volete far camminare le vostre passioni e la vostra carriera sullo stesso binario, potreste ricevere un grande aiuto da start2impact.

Lei è l’esempio vivente del fatto che fin da giovanissimi, senza aspettare la pacca sulla spalla di nessuno,  si può riuscire ad unire la propria passione ad un lavoro concreto, in modo da essere ogni giorno soddisfatti di quello che si fa.

D’altronde conosciamo tutti la famosa frase di Confucio

“Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua.”

Basta scoprire le attività all’interno della piattaforma e vi assicuriamo che tutto ciò accadrà nel minor tempo possibile.

Tutto dipende dal vostro impegno.

Curiosi di sapere come si entra su start2impact per fare parte della migliore community di Talenti in Italia? Allora cliccate qui.

Written by

Alessandro Tozzi

Tags

Previous PERSONAL BRANDING PER STUDENTI: LA GUIDA COMPLETA
Next PERCHÉ LAVORARE IN STARTUP: COSA SIGNIFICA E COME INIZIARE